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In margine al XXIII Congresso SICP (Società Italiana di Cure Palliative) - Gabriella (Volontaria IdeaInsieme)

INTERVENTO DI GABRIELLA GALLI

 

 Il recente ultimo Congresso Nazionale della SICP è stato, come i precedenti a cui ho partecipato,  ricco di stimoli e di contenuti  e ha offerto molti spunti utili per una più attenta operatività  anche nel settore del volontariato.

Parto dall’argomento ”tempo”, il  Fil Rouge scelto per questo XXIII Congresso, e intendo riferirmi, in modo particolare, alla qualità e non alla quantità del tempo, al tempo che si riesce a donare, ma soprattutto a quello che resta da vivere. Entrare nel tempo dell’altro, “sincronizzarsi”, mettersi “accanto a…..” per accogliere le sue istanze, per lasciare emergere le sue paure e il suo desiderio di vita, per creare momenti di condivisione, per ridare dignità e valore all’altro, malato, come persona, perché è importante vivere al meglio ogni attimo della vita, fino all’ultimo secondo: ecco alcune delle sfide e degli obiettivi. Ma               tutto ciò richiede la capacità di lasciare spazio e di accogliere le emozioni,  di creare un rapporto empatico, anche attraverso lo sguardo e con atteggiamenti di tenerezza: il tocco delicato è comunicazione!

Altro tema evidenziato è stato quello dell’”ascolto” che, se è attivo, porta a capire i bisogni del paziente, anche attraverso i suoi racconti di vita che, spesso, fanno emergere aspetti importanti a livello di rapporti interfamiliari, consentendo di individuare le figure più significative per l’accompagnamento al fine vita e di cogliere eventuali sensi di “solitudine”.

Vivere è un dovere, farlo senza soffrire inutilmente è un diritto! E le Cure Palliative, che liberano da dolori e sofferenze evitabili, sono diventate un diritto e non solo per chi è affetto da patologie oncologiche, ma anche da altre patologie cronico-degenerative.

La frase dello psicoanalista Hillman “Sto morendo, ma non potrei  essere più impegnato a vivere” dà spunto a tutte quelle attività di volontariato, che si praticano ormai in molti luoghi di cura, atte a dare al tempo di vita del paziente, se egli lo richiede, occasioni diverse di espressione personale: la musicoterapia, il massaggio che procura un benessere globale, il giardinaggio, la pittura, la fotografia, la musica, la lettura parlata, la partita a carte.

Queste attività si possono però prevedere per pazienti ancora parzialmente attivi, mentre nella mia esperienza si prendono frequentemente in carico, sia in Hospice, sia al domicilio, persone seriamente compromesse, per cui  sono spesso inattuabili.

Il Congresso ha proposto diversi altri argomenti di particolare interesse, di cui mi limito a fare un elenco non esaustivo: l’azione di sensibilizzazione alle cure palliative del medico di medicina generale (medico di famiglia); l’importanza dell’équipe; anziani e bambini; i bisogni dei famigliari sia in relazione alle necessità dell’assistenza che per l’elaborazione del lutto; le limitazioni del servizio sanitario per il problema dei costi;

cinematografia e cure palliative; eutanasia e suicidio assistito; la morte a casa…

                                                                                                            

                                                                                                                Gabriella

 

 

 



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